Gatto con gastroenterite o diarrea: cosa dargli da mangiare

Gatto con gastroenterite o diarrea: cosa dargli da mangiare

Gatto con gastroenterite o diarrea: cosa dargli da mangiare 

Trovare la lettiera con feci molli o liquide, o vedere il tuo gatto correre più volte verso di essa nell'arco della giornata, è una delle situazioni più comuni che un pet parent si trova ad affrontare. Nella maggior parte dei casi la gastroenterite del gatto è un episodio acuto e transitorio, ma sapere cosa fare, e soprattutto cosa dargli da mangiare nei giorni successivi, fa davvero la differenza per una ripresa rapida e senza complicazioni. 

Cos'è la gastroenterite nel gatto 

Con il termine gastroenterite si indica un'infiammazione della mucosa che riveste stomaco e intestino, che si manifesta tipicamente con vomito, diarrea, o entrambi. Nella maggior parte dei casi non è possibile confermare l'infiammazione con esami specifici, per cui i veterinari preferiscono parlare più correttamente di gastroenteropatia acuta: una distinzione tecnica, ma il risultato pratico per il proprietario resta lo stesso, un gatto che sta poco bene e che va aiutato con l'alimentazione giusta. 

Le cause più comuni 

  • Cambio repentino di alimentazione: un nuovo alimento introdotto troppo velocemente, senza transizione graduale, è tra le cause più frequenti. 

  • Intolleranze o allergie alimentari: reazioni a specifici ingredienti, spesso dopo un'esposizione ripetuta nel tempo. 

  • Ingestione di cibo avariato o non adatto: avanzi, cibo umano, alimenti tossici per il gatto. 

  • Infezioni virali, batteriche o parassitarie: più frequenti nei gatti giovani, non vaccinati o con accesso all'esterno. 

  • Ingestione di corpi estranei o sostanze irritanti. 

  • Stress: cambiamenti ambientali importanti possono ripercuotersi anche sull'apparato digerente, non solo sull'appetito. 

Le prime ore: attenzione a non far digiunare troppo il gatto 

A differenza di quanto si pensa spesso, nel gatto è sconsigliato imporre un digiuno prolungato, anche in presenza di vomito o diarrea. Il motivo è importante: se il gatto non assume proteine per più di 24-48 ore, l'organismo può sviluppare una condizione seria chiamata lipidosi epatica (fegato grasso), particolarmente a rischio nei soggetti in sovrappeso. Ne parliamo nel dettaglio nel nostro articolo il gatto mangia poco: cause, soluzioni e come stimolare l'appetito. 

Meglio quindi offrire piccoli pasti leggeri e frequenti fin da subito, piuttosto che sospendere completamente l'alimentazione in attesa che i sintomi passino da soli. 

Cosa dargli da mangiare: la dieta leggera 

Se la diarrea è lieve e il gatto è comunque vivace, senza altri sintomi preoccupanti, spesso è sufficiente continuare con la sua alimentazione abituale: cambiare cibo in questa fase può, in alcuni casi, disturbare ulteriormente la flora intestinale. Se invece i sintomi sono più marcati, o il veterinario ha indicato di modificare temporaneamente la dieta, la strategia più efficace è offrire una dieta leggera, altamente digeribile e povera di grassi per qualche giorno. 

🍽️ Dieta leggera per il gatto: cosa proporre 

Alimento umido veterinario gastrointestinale 

la scelta più indicata: formulato per essere altamente digeribile, sotto consiglio del veterinario 

Alimento umido complementare in brodo 

 a base di filetti di pollo con una piccola percentuale di riso 

Acqua fresca sempre disponibile 

fondamentale per compensare le perdite di liquidi dovute a vomito e diarrea 

Suddividi il cibo in pasti piccoli e frequenti (anche 4-5 al giorno), invece di uno o due pasti abbondanti: un intestino infiammato digerisce meglio piccole quantità alla volta. Offri il cibo tiepido, mai freddo di frigorifero: risulterà più appetibile e più semplice da digerire. 

Il ruolo dell'idratazione: spesso sottovalutato 

Vomito e diarrea comportano una perdita importante di acqua ed elettroliti, e il rischio di disidratazione va tenuto sempre sotto controllo, soprattutto nei gattini e nei gatti anziani. Il cibo umido, contenendo circa l'80% di acqua, è quindi doppiamente indicato in questa fase: nutre il gatto e contribuisce a reintegrare i liquidi persi. Assicurati inoltre che l'acqua fresca sia sempre disponibile e facilmente accessibile. 

Per capire come riconoscere i segnali di disidratazione e come incoraggiare il gatto a bere di più, ti consigliamo il nostro approfondimento il gatto beve troppo o troppo poco? Significato, cause e come aiutarlo e la guida pratica come far bere più acqua al gatto: consigli pratici e ruolo del cibo umido. 

Cosa evitare assolutamente 

  • Latte e latticini: la maggior parte dei gatti adulti è intollerante al lattosio, e possono peggiorare la diarrea invece di alleviarla. 

  • Cibo umano: sughi, fritti, salumi e avanzi in generale sono troppo grassi e irritanti per un intestino già infiammato. 

  • Cambi di alimentazione bruschi: sia durante l'episodio acuto, sia nel passaggio successivo alla dieta abituale. 

  • Snack e premietti: vanno sospesi fino alla completa risoluzione dei sintomi. 

Come tornare all'alimentazione abituale 

Una volta che le feci hanno ripreso una consistenza normale, di solito dopo qualche giorno di dieta leggera, reintroduci gradualmente il cibo abituale nell'arco di 5-7 giorni, mescolandolo in proporzioni crescenti alla dieta leggera. Una transizione troppo rapida rischia di far ripresentare i sintomi. 

Quando chiamare il veterinario 

Rivolgiti tempestivamente al veterinario se: 

  • Il vomito o la diarrea persistono per più di 24-48 ore. 

  • Noti sangue nelle feci o nel vomito. 

  • Il gatto è abbattuto, letargico o rifiuta completamente il cibo. 

  • È presente febbre, oppure il gatto mostra segni di dolore addominale. 

  • Si tratta di un gattino, di un gatto anziano o di un soggetto con patologie pregresse: in questi casi la soglia di attenzione è più bassa, perché la disidratazione si instaura più rapidamente. 

 ⚠️ Attenzione: una diarrea o un vomito che si protraggono nel tempo possono portare a disidratazione, squilibri elettrolitici e, se il gatto smette di mangiare per troppe ore, al rischio di lipidosi epatica. Non aspettare che la situazione si risolva da sola se i sintomi persistono oltre 24-48 ore. 

Per una panoramica più ampia sui disturbi delle basse vie urinarie e sul ruolo di idratazione e alimentazione nella prevenzione, consulta anche la nostra guida problemi urinari del gatto: guida completa. 

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